
CONOSCIAMO I SISTEMI DI REFRIGERAZIONE
Cos'è e come funziona un condizionatore d'aria?
Per chiarire questo
quesito fondamentale varrà la pena di dilungarci un poco:
- Concetti di base
Un condizionatore funziona
sfruttando alcune leggi della termodinamica e le proprietà di un gas nobile, il
Freon. Tutti i gas quando si comprimono si riscaldano e poi, una volta
raffreddati, diventano liquidi. In seguito alla compressione, alcuni gas
speciali come il Freon aumentano di temperatura in modo eccezionale. Con circa
venti atmosfere di pressione (dieci volte quella dei pneumatici della vostra
auto), il Freon passa da una temperatura di 12°C alla bellezza di 80°C, dopo
raffreddandosi, come abbiamo detto, diventa liquido. Ora se si forza a passare
un gas liquefatto attraverso un buchino, questo espandendosi diventa freddo, il
Freon freddissimo.
- Com'é fatto
Il condizionatore é per lo
più costituito da due parti, una che é posta all'interno dell'ambiente e una
che é posta all'esterno all'aria aperta (vedi - come funziona). Queste sono
collegate tra loro da tubi di Rame, dove circola il Freon, e cavi elettrici. Gli
elementi contenuti nella parte interna sono: uno scambiatore di calore e un
ventilatore; quelli presenti nelle parte esterna sono: un compressore, uno
scambiatore di calore e un ventilatore. Il compressore é una pompa elettrica
che comprime il gas Freon. Per capire invece cos'é uno scambiatore faremo
l'esempio del vostro frigorifero dove la cella all'interno, che é il primo
scambiatore, cede freddo all'aria e i cibi si raffreddano, e dove la serpentina
all'esterno dietro il frigorifero, che é l'altro scambiatore, cede il calore
sottratto all'interno all'aria.
- Come funziona
Questo sotto é lo schema di
funzionamento del condizionatore. Lo scambiatore "A" é all'interno
dell'ambiente e si chiama evaporatore, quello "B" é all'esterno e si
chiama condensatore, in tutto il circuito circola il gas Freon, ma il suo stato
e la sua temperatura sono molto diversi a seconda di dove si trova. Cerchiamo di
capire cosa succede partendo dal compressore. Questo compressore comprime il
Freon a ben 20 atmosfere e gli fa' raggiungere la temperatura di circa 80°C. A
questa temperatura il Freon arriva allo scambiatore esterno "B". Anche
se fuori ci fossero 40°C, lo scambiatore aiutato dal suo ventilatore cede parte
del calore del Freon all'aria. Questo si raffredda e cambia di stato diventando
liquido. A questa temperatura e in questo stato viene costretto a passare
attraverso un buchino piccolissimo "Tubo Capillare". Alla sua uscita
si dilata diventando in parte gassoso e si raffredda moltissimo scendendo a
circa 5°C. Ora il Freon é pronto per arrivare allo scambiatore "A",
all'interno dell'ambiente. Qui l'evaporatore aiutato dal suo ventilatore, cederà
il freddo all'aria e poi ritornerà al compressore per un nuovo ciclo.

- Conclusioni
Che il condizionatore
funzioni nella maniera descritta é solo l'inizio. Affinché tutto questo si
trasformi in benessere per la nostra persona, bisognerà poter regolare la
temperatura e quindi occorrerà un termostato, bisognerà pulire l'aria dalle
polveri e pollini, quindi verrà inserito un filtro e infine bisognerà ottenere
un giusto grado di umidità dell'aria, cosa che attualmente si ottiene
dimensionando bene la macchina nei confronti dell'ambiente da servire.
Quali sono
le unità di misura usate nel settore per indicare la potenza frigorifera o
termica?
BTU/h -> British Termal
Unit, unità di misura della potenza termica di origine anglosassone;
W -> Watt (frigoriferi o
caloriferi), unità di misura della potenza nel sistema SI (sistema
internazionale delle unità di misura);
frig/h (e kcal/h) ->
frigorie (e chilocalorie), unità di misura del calore appartenente al Sistema
Pratico, una frigoria equivale ad una chilocaloria e indica il calore sottratto
ad un corpo, come convenzione si attribuisce alla frigoria un segno negativo: 1
frigoria = - 1 kcal;
1Watt = 3,413BTU =
0,860kcal/h.
Quando
bisogna effettuare la ricarica del gas nel circuito?
Non bisogna mai
farlo. Il gas circola in un circuito chiuso, se non c'é una perdita l'impianto
non si scarica mai. In ogni caso, prima di ricaricare bisogna cercare ed
eliminare il "buco" da cui il gas è fuoriuscito.
CALCOLO
DEL FREDDO
Il calcolo qui descritto é
generico, ma indicativo del fabbisogno di "freddo" e "caldo"
dell'ambiente che avete deciso di climatizzare. Ricordate che ogni camera ha
bisogno del suo "punto generico di emissione del freddo", proprio come
fanno i termosifoni per il caldo. Inoltre più potenza frigorifera o calorifera
vi necessita in totale (se climatizzate più ambienti), più deve essere alta la
potenza elettrica disponibile al contatore, che é generalmente 3kW nelle nostre
case.
Per procedere al calcolo
bisogna introdurre nella tabelle sottostante i seguenti valori:
L1 = primo lato della stanza
in metri (es. 3.5);
L2 = secondo lato della
stanza in metri (es. 5.5);
H = altezza media della
stanza in metri (es. 2.7);
K = costante.
Come vedete in tabella il
termine "k" per il freddo é uguale a 25. Questo é un valore medio
teorico, quindi se avete nell'ambiente un solaio o una parete che bolle, oppure
una finestra grande o isolata male, o in cucina vi dilettate a preparare sempre
manicaretti, con un uso più impegnativo di forno e fornelli, aumentate tale
valore di una, due o tre unità, secondo la necessità del caso.
Per il caldo il termine "k" é uguale a 36. Anche questo é un valore
medio teorico, quindi se avete nell'ambiente una parete esposta fortemente a
tramontana, oppure una finestra grande o isolata male, o siete freddolosi e
avete sempre mani e piedi ghiacciati, aumentate anche qui tale valore di una,
due o tre unità, secondo la necessità del caso.
Ora Inserite negli spazi vuoti della tabella sottostante, i valori richiesti
secondo quanto specificato e procedete con il calcolo, otterrete il risultato
nelle varie unità di misura usate nel settore.
La tabella la
trovate cliccando sul link sotto.
Il risultato ottenuto, seppure
fortemente verosimile, è da considerarsi generico. E' solo l'installatore
esperto che, dopo un sopralluogo tecnico in loco, può determinare
l'effettivo fabbisogno frigorifero/termico di un ambiente e il miglior tipo
d'impianto da realizzare.
- Unità Misura
BTU/h -> British Termal
Unit, unità di misura della potenza termica di origine anglosassone;
W -> Watt (frigoriferi o
caloriferi), unità di misura della potenza nel sistema SI (sistema
internazionale delle unità di misura);
frig/h (e kcal/h) ->
frigorie (e chilocalorie), unità di misura del calore appartenente al Sistema
Pratico, una frigoria equivale ad una chilocaloria e indica il calore sottratto
ad un corpo; come convenzione si attribuisce alla frigoria un segno negativo: 1
frigoria = - 1 kcal;
1Watt = 3,413BTU =
0,860kcal/h.
CFC-12
(Freon R12)
Uno
dei più utilizzati fin dal 1931 grazie alle sua ottime caratteristiche chimiche
e fisiche. La scarsa resa volumetrica ne ha limitato l'utilizzo negli impianti
di grande potenza. E' stato il refrigerante utilizzato in tutti i frigoriferi e
congelatori domestici. A causa dell'elevato potere distruttivo nei confronti
dell'ozono
atmosferico il suo utilizzo è stato vietato già da diversi anni.
HCFC-22
(Freon R22)
Combina
ottime caratteristiche chimiche e fisiche ad un'elevata resa volumetrica (+60%
rispetto al CFC12) che ne ha permesso l'ampia diffusione negli impianti di
climatizzazione per basse e medie potenzialità. Il suo impatto sull'ozono
atmosferico è notevolmente più basso rispetto al CFC-12 ma ne è già
prevista la messa al bando nei prossimi anni.

CFC
114
Grazie
alla sua bassa pressione di condensazione è il refrigerante più utilizzato
negli impianti di climatizzazione per grandi potenzialità dotate di compressori
centrifughi.
CFC
502
E'
una miscela azeotropica
che offre interessanti opportunità abbinata a compressori
ermetici grazie alla possibilità di raggiungere temperature di evaporazione
più basse migliorando così le possibilità di raffreddamento dei motori
elettrici dei compressori.
HFC
134a (Freon R134a)
E'
un refrigerante puro (quindi senza "effetto glide"). Ha un basso
impatto sull'ozono e sull'effetto serra. Le sue prestazioni sono similari a
quelle del CFC-12 pertanto non è adatto all'utilizzo in impianti di
climatizzazione. E' il fluido che ha sostituito il CFC-12 nella refrigerazione
civile (frigoriferi e congelatori domestici). Come detto le sue prestazioni lo
rendono inadatto a sostituire il HCFC-22 nella climatizzazione (si renderebbe
necessario riprogettare tutti gli impianti adottando componenti di maggiori
potenzialità) ma può rappresentare una buona soluzione per quegli impianti con
compressori
a vite centrifuga e centrifughi che attualmente utilizzano R12 o R11.
HFC
407C (R407c)
E'
una miscela zeotropa composta di R32, R125 e R134a. E' il fluido che nei
prossimi anni sostituirà l'R22 grazie alla scarsa riprogettazione degli
impianti e dei macchinari necessaria per convertire la produzione a questo nuovo
gas. Presenta però lo svantaggio di un elevato effetto glide (5,4°K) che,
unitamente ad una minore efficienza, non lo rendono il fluido ideale. Non può
essere utilizzato nemmeno per il retrofit (conversione di impianti
esistenti ad un nuovo gas) a causa dell'incompatibilità degli HFC con gli oli
minerali utilizzati nei compressori HCFC-22.
HFC
410A (R410a)
E'
una miscela composta di R32 e R125 con un comportamento quasi azeotropico
e con un'effetto
glide quasi trascurabile. Rappresenta un ottimo sostituto del R22 negli
impianti di climatizzazione grazie alla sua maggiore resa frigorifera (+50~55%
rispetto al R22) dovuta alla maggiore densità e alle maggiori pressioni di
lavoro. Queste caratteristiche, se da un lato permettono di utilizzare
componenti (compressori, tubi, ecc.) di minori dimensioni, dall'altro richiedono
una completa riprogettazione degli impianti cosa che limiterà l'utilizzo del
R410a su vasta scala nell'immediato futuro.
Di
seguito trovate una piccola tabella comparativa fra il Freon R22 (HCFC-22) e i
due suoi più probabili sostituti: l'R407c (HFC 407C) e l'R410a (HFC410a).

Freon
è un marchio registrato dalla Du Pont.
|
Refrigeranti |
ODP |
GWP |
Combinazione |
Glide |
|
R22 |
0,05 |
1700 |
puro |
0 |
|
R407C |
0 |
1520 |
HFC32(32%) +
HFC125(25%) + HFC134A(52%) |
5,4 |
|
R410A |
0 |
1725 |
HFC32(50%) +
HFC125(50%) |
0,11 |
In conformità con la nuova
legislazione europea e con la protezione dell'ambiente, il refrigerante R22 non
sarà più distribuito:
per i sistemi di
condizionamento al di sopra dei 100kW dal 1° Gennaio 2001;
per i sistemi al di sotto
dei 100kW dal 1° Luglio 2002;
per tutti i sistemi
reversibili dal 1° Gennaio 2004.
L'R22 potrà essere ancora
utilizzato per la manutenzione nella maggior parte dei paesi europei fino al 1°
Gennaio 2015.
Fonte: Centro Studi GALILEO
- www.centrogalileo.it
Ennio Campagna - John Morley
Rivoira SpA DuPont
Fluoroproducts
Milano, Italia Hemel
Hempstead, UK
Prefazione
ll "phase-out" del
refrigerante R22 nei nuovi impianti imposto dalla EU, ha reso il gas R407C il
fluido di lavoro preferito nella maggior parte delle applicazioni di
condizionamento, essendo molto simile all’R22 nelle proprietà fisiche.
L’R407C è una miscela zeotropica di HFC e ciò determina alcune restrizioni
d’uso e particolari attenzioni nella manipolazione del prodotto e nel progetto
degli impianti.
Questa presentazione discute
le applicazioni e le raccomandazioni per l’utilizzo dell' R407C.
Situazione Legislativa
Il Regolamento Europeo
2037/2000 ha vietato l’uso delle sostanze che danneggiano l’ozono
stratosferico (quindi anche gli HCFC), in tutti gli impianti nuovi di
refrigerazione e condizionamento, comprendendo anche, dalla fine di quest’anno
(31/12/2003), le applicazioni a pompa di calore.
I refrigeranti HFC, che non
danneggiano lo strato d’ozono, sono stati sviluppati proprio per sostituire i
fluidi banditi; in particolare l’R407C è proposto per sostituire l’R22
nelle applicazioni di condizionamento dell’aria e pompa di calore ed è
attualmente il fluido più usato nei nuovi sistemi per queste applicazioni.
Tutti i maggiori OEM della
Comunità Europea ora forniscono apparecchiature e impianti di condizionamento
funzionanti con R407C.
Introduzione
Il fluido R407C ha proprietà
fisiche molto simili a quelle dell'R22 (che sostituisce nelle applicazioni di
condizionamento), in termini di pressioni operative e di prestazioni in sistemi
di condizionamento dell’aria ad espansione diretta.
Le proprietà dell’R407C
sono simili ma non identiche a quelle dell’R22: ad esempio le pressioni di
condensazione sono leggermente più elevate, circa 1 bar in più a 45°C,
rispetto all’R22.
L'R407C è una miscela
zeotropica, costituita da 3 componenti HFC:
|
Componente |
% |
|
R32 |
23% |
|
R125 |
25% |
|
R134A |
52% |
in peso (con una tolleranza
di ± 2% ammessa per ciascun componente).
La manutenzione degli
impianti caricati con tale miscela non rappresenta un problema, se si seguono le
seguenti linee-guida.
LINEE GUIDA PER LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI A R407C
Considerazioni generali per
refrigeranti HFC
I sistemi che utilizzano HFC
come fluido di lavoro hanno normalmente compressori caricati con un lubrificante
miscibile con tale fluido, come i POE (Polioliolesteri). Ci sono molti
produttori di questi lubrificanti, disponibili anche a diversi gradi di viscosità.
L'R407C non è generalmente
usato con olio minerale o alchilbenzenico, poiché la miscibilità non adeguata,
non assicura un sufficiente ritorno dell’olio al compressore. E’ molto
importante che, quando occorre aggiungere olio in manutenzione, sia usato il
tipo di lubrificante corretto. Controllare quindi il libretto di istruzione del
compressore per individuare il lubrificante consigliato per la manutenzione.
I lubrificanti POE usati con
gli HFC hanno un’elevata igroscopicità e se vengono esposti all’aria,
assorbono facilmente l’umidità. Perciò è molto importante ridurre al minimo
gli ingressi di acqua nel circuito, seguendo queste semplici procedure:
non lasciare mai il circuito
o i singoli componenti aperti (tubi, raccordi, ecc.) e mantenere sempre ben
chiuso il contenitore dell’olio POE, fino all'utilizzo e dopo l’uso
richiudere bene il tappo;
durante le saldobrasature,
eliminare l’aria dal sistema facendo fluire azoto, per minimizzare la
formazione di incrostazioni;
dopo la brasatura, soffiare
nuovamente con azoto per rimuovere eventuali depositi ed essiccare il sistema.
Poiché il POE trattiene
l’umidità in soluzione, non è possibile rimuoverla completamente facendo il
vuoto. Il solo modo di ridurre l’umidità in eccesso (almeno fino a 50 p.p.m.)
dal lubrificante del compressore è quello di usare un filtro essiccante.
La contaminazione del
sistema con olio minerale, o con R22, può avere effetti nocivi
sull’efficienza del sistema e sulla sua affidabilità. Sistemi che usano
scambiatori di calore a fascio tubiero, con tubi piuttosto grandi, sono
particolarmente soggetti ad una riduzione dello scambio termico per la presenza
di olio minerale con R407C.
Si raccomanda anche di
utilizzare una strumentazione dedicata all'R407C per evitare possibili
contaminazioni.
Considerazioni generali
sulle Miscele Refrigeranti Zeotropiche
L'R407C è una miscela
refrigerante zeotropica. Ciò significa che, quando il liquido ed il vapore sono
in equilibrio, in qualunque condizione di saturazione liquido-vapore, la
composizione del vapore differisce dalla composizione del liquido.
Nel caso dell'R407C, la
composizione del vapore saturo è così diversa da quella del liquido, che, se
usato, si comporta quasi come un diverso refrigerante.
Ad esempio, la composizione
del vapore dell'R407C in equilibrio con il liquido è circa:
|
Componente |
% |
|
R32 |
33% |
|
R125 |
32% |
|
R134A |
35% |
In un contenitore la massa
del refrigerante liquido è generalmente molto più grande di quella della fase
vapore, così durante il travaso, la percentuale dei componenti del liquido
rimane molto vicina alla composizione corretta.
Per questa ragione è
molto importante che il refrigerante R407C venga trasferito in fase liquida,
quando si carica un impianto prelevando da una bombola. Questa operazione è
facilitata se la bombola ha un tubo pescante ed un rubinetto per la fase
liquida; se così non fosse, come è generalmente il caso delle bombole piccole,
è sufficiente prelevare il prodotto con la bombola capovolta (valvola in
basso). Solo la fase liquida dovrebbe essere caricata.
Il travaso deve essere
discontinuo, prima che tutto il liquido sia stato trasferito. In una situazione
ideale, quando l’ultima goccia di liquido è stata estratta dalla bombola,
resta circa il 5% in peso del contenuto iniziale, ancora presente nella fase
vapore.
In pratica si suggerisce di
fermare il trasferimento quando resta poco più del 5% del contenuto residuo (in
peso), per essere sicuri di non trasferire la fase vapore. La bombola dovrà
restare con una pressione positiva e non dovrebbe essere posta sotto vuoto, ma
dovrà essere resa al fornitore con la sua pressione residua. Durante il travaso
ad un sistema è del tutto accettabile che il liquido, lasciando il contenitore,
vaporizzi rapidamente (flash) entrando nel circuito (ad es. all’aspirazione
del compressore).
Cos’è il
"Temperature Glide"
Poiché le miscele
zeotropiche, come l' R407C, hanno un differente equilibrio di composizione per
liquido e vapore, ci sono differenti valori di saturazione P-T per liquido
saturo e per vapore saturo.
Per esempio, ad una data
pressione, la temperatura del liquido saturo è diversa dalla temperatura del
vapore saturo alla stessa composizione (similmente ad una data temperatura ci
sono due pressioni di saturazione).
Si osservi la curva P-T
dell'R407C sotto riportata. Il valore del "glide" di temperatura per
un refrigerante è, per convenzione, la differenza di temperatura tra la
temperatura del vapore saturo alla pressione di evaporazione e la temperatura
all’ingresso dell’evaporatore.

Il "Glide" di
Temperatura è la conseguenza della differenza di composizione tra il liquido ed
il vapore saturo, ma il suo valore può variare.
Refrigeranti con una
significativa differenza di composizione possono avere un temperature "glide"
molto piccolo (l'R410A è un esempio di tali fluidi), mentre il temperature
"glide" dell'R407C è di circa 6°K.
Quali sono le conseguenze
del "glide" di temperatura ?
Ci sono alcuni progetti che
sfruttano le implicazioni e le opportunità che sorgono dell’uso di
refrigeranti con un "glide" di temperatura. Si è dimostrato che il
trasferimento di calore in una massa di liquido è influenzata dal "glide"
di temperatura della miscela. Quando il "glide" di temperatura cresce
il coefficiente di trasferimento calore (HTC= Heat Transfer Coefficient)
diminuisce. Nel caso dell'R-07C il coeff. HTC si riduce di circa il 50%. Per
questa ragione non è generalmente raccomandato usare l'R407C nei "chillers"
con evaporatori allagati.
Allo stesso modo, poiché un
"glide" significativo provoca una variazione di composizione, l'R407C
non può essere utilizzato con buoni risultati nei "chillers"
centrifughi.
Il "glide" di
temperatura può essere sfruttato per ottenere miglioramenti di prestazione,
quando l'R407C è utilizzato in impianti con scambiatori in controcorrente.
Sui refrigeratori d’acqua
commerciali si sono rilevati dei significativi miglioramenti di efficienza
energetica, riducendo la differenza media di temperatura attraverso
l’evaporatore, in una configurazione in controcorrente.
Nei sistemi commercialmente
disponibili che utilizzano l' R407C, tali valutazioni saranno state considerate
nella progettazione del sistema.
Un’importante
considerazione pratica da tenere a mente, quando si usa un refrigerante ad
elevato "glide", è che c’è una differente relazione tra le
grandezze P – T, per le condizioni di liquido saturo e vapore saturo. Ci sono
quindi due tabelle P – T.
Per questi refrigeranti è
anche importante ricordare che i cambiamenti di fase, evaporazione e
condensazione, non avvengono a temperatura costante, nonostante la pressione, in
queste trasformazioni, sia costante.
Ciò è mostrato su il
seguente diagramma Pressione – Entalpia:

Nel condensatore, la
condensazione comincia alla temperatura del vapore saturo, che è maggiore della
temperatura del liquido saturo; quindi la temperatura scende progressivamente
lungo il condensatore fino a quando si raggiunge la temperatura del liquido
saturo. Questa progressiva variazione di temperatura prende il nome di "glide"
(=scorrimento). La temperatura effettiva di condensazione è quindi la media
delle temperature del liquido e del vapore saturo.
Nell’evaporatore accade il
contrario: all’ingresso dell’evaporatore non c’è liquido saturo,
tuttavia, a causa della rapida espansione (flash) del refrigerante generata
dalla valvola di espansione, ci si trova a temperatura inferiore a quella del
vapore saturo. Quindi la temperatura del liquido evaporante risale lungo
l’evaporatore.
L’effettiva temperatura di
evaporazione è quindi la media tra la temperature di ingresso
dell’evaporatore (flash liquido) e la temperatura del vapore saturo.
La temperatura di ingresso
all’evaporatore ha effetto sul sotto-raffreddamento. Un calcolo accurato della
temperatura di ingresso all’evaporatore, se necessario, richiede l’uso di un
software specifico. Quando si misurano i parametri di resa del sistema, è
importante utilizzare la corretta tabella di saturazione per l' R407C.
Il surriscaldamento del gas
all’evaporatore (aspirazione del compressore) si ricava dal vap. saturo (Dew
Point) dalla tab. P – T.
Il sottoraffreddamento del
liquido condensato è ricavabile dalla tabella del liquido saturo (Bubble Point).:
Cosa dovrebbe fare un
manutentore quando un impianto ha perso parte della carica (fuga)?
In caso di fughe di
refrigerante, la prima cosa da fare è localizzare la perdita ed eliminarla. Una
volta eliminata la fuga, per sistemi normali (non a carica critica), è corretto
rabboccare l’impianto per tornare al livello iniziale (standard) di carica; se
si tratta di R407C, la carica dovrà essere effettuata trasferendo il
refrigerante in fase liquida. Le prestazioni dell’impianto ritorneranno
normali.
In
caso di sistemi a carica "critica", ad esempio negli
"split", come nel caso dei sistemi ad R22, la carica residua dovrà
essere rimossa dal sistema e recuperata, e si dovrà caricare la quantità
esatta di refrigerante precisata da costruttore. In questo caso la
procedura per l'R407C è simile a quella per l'R22.
- Può cambiare la
composizione del R-407C in un sistema ? Con quali conseguenze ?
R407C è una miscela "Zeotropica". Le sue composizioni di equilibrio
vapore e liquido sono differenti. Quali sono le conseguenze?
Perdite di refrigerante
Se la perdita è solo in
fase vapore in un punto nel quale coesistono le fasi liquida e vapore in un
equilibrio termodinamico, come conseguenza della fuga, si ha un cambio di
composizione della miscela.
In un sistema reale questo
non è però un caso comune. In pratica un fuga in solo fase vapore è più
facile che si verifichi al ricevitore di liquido.
Le fughe che avvengono
nell’evaporatore o nel condensatore, dove le fasi liquido e vapore sono in
equilibrio termodinamico durante l’operazione, in pratica non danno luogo ad
un cambio di composizione, poiché la fuga è di entrambe le fasi liquido e
vapore, che non sono separate nella regione della fuga.
Ciò è stato confermato da
varie prove pratiche.
Una fuga in fase vapore può
generare un cambio di composizione se si verifica nella carica residua durante
una fermata dell’impianto (ad es. durante la fermata invernale di un impianto
di condizionamento).
Complesse simulazioni al
computer, confermate da test su impianti, hanno dimostrato che rabboccando la
carica persa con R407C (aggiungendo cioè R407C ad un sistema, per ripristinare
la carica corretta), si tenderà sempre a riportare la composizione ad un valore
molto prossimo a quello originario.
Il refrigerante, dopo il
rabbocco, presenterà parametri di rendimento molto simili a quelli della
composizione standard.
Quindi le prestazioni di un
impianto che, dopo aver ha subito una perdita di gas, è stato ricaricato con
R407C, non saranno significativamente differenti da quelle di un impianto
caricato con una miscela standard.
Dopo una serie di cicli di
perdite e ricariche in un sistema sperimentale, nel quale sono misurati i
parametri di funzionamento, la capacità frigorifera diminuisce al massimo del
5%, con un effetto anche inferiore sull’efficienza energetica.
Questi test e le successive
esperienze "sul campo" hanno mostrato che i sistemi ad R407C possono
essere rabboccati dopo una fuga, tornando a funzionare normalmente.
Non c’è quindi necessità,
eccetto i casi di sistemi a "carica critica" (come detto gli split),
di sostituire l’intera carica dopo un fuga.
Separazione della miscela
all’interno del sistema
Una delle principali ragioni
per le quali l'R407C non è usato nei "chillers" con "evaporatori
allagati" è che il liquido che si trova nell’evaporatore ha una
composizione del refrigerante circolante variabile e differente dallo standard.
Per questo motivo, una perdita di gas, rende difficile il controllo della
composizione.
Ci sono stati pochi casi
isolati di funzionamento anomalo riportati in impianti aria-aria, che dimostrano
che può avvenire la separazione, con modifica della composizione della miscela.
I sintomi si manifestano con alte pressioni di condensazione e talvolta con alte
temperature allo scarico del compressore. Tale separazione si verifica solo se
c’è la possibilità per un significativo volume di liquido di ristagnare sul
fondo, rimanendo statico al contatto fisico con la massa di refrigerante
circolante. Si deve comunque sottolineare che ciò avviene solo in casi limitati
ed eccezionali. Una soluzione a questo problema può essere quella di modificare
il circuito, o eliminare un’ostruzione, per assicurare che l’intera massa di
refrigerante circoli attraverso il sistema.
Conclusioni
Con alcune restrizioni nelle
applicazioni d’uso (come gli impianti con compressori centrifughi ed i "chillers"
con evaporatori allagati), l'R407C è attualmente usato con successo nella
maggior parte delle apparecchiature ed impianti per aria condizionata e pompe di
calore. La manutenzione dei sistemi ad R407C può essere eseguita come si faceva
con l'R22, tenendo presente una maggior cura per evitare l’ingresso di umidità
nel circuito e l’uso di due tabelle di saturazione P – T.
Referenze: Bivens D.B.,
Patron D.M., Yokozeki A., ASHRAE Trans. 1997, Vol 103
Fonte: RIELLO - www.riello.it
LINEE GUIDA PER L'UTILIZZO DELL'R410A (stralcio)
L'R410A è una miscela
binaria di HFC, di colore rosa, la cui composizione è descritta in tabella:
|
Componente |
Nome Chimico |
Formula Chimica |
% |
|
HFC-32 |
Difluorometano |
CF2H2 |
50 |
|
HFC-125 |
Pentafluoroetano |
CF3CHF2 |
50 |
L'R410A presenta
caratteristiche operative (temperature e pressioni) molto diverse rispetto a
quelle dell'R22, pertanto trova impiego nei nuovi impianti, ma non può essere
utilizzato come fluido adatto a convertire gli impianti esistenti ad R22.
L'R410A è una miscela di
HFC, ciò significa che le sue caratteristiche di miscibilità e di solubilità,
comparate con lo standard idrocarburo basato su oli lubrificanti usati per R22
(olio minerale), non sono adeguate. Il lubrificante da utilizzare con L'R410A è
olio estere di poliolo o similare (POE).
L'R410A è una miscela
composta da due refrigeranti: l'R32 e l'R135.
La condizione "quasi
azeo-tropica" si riferisce ad uno stato nel quale la curva del punto di
rugiada e la curva del punto di ebollizione, curve dell'equilibrio gas e liquido
(a pressione costante), quasi si sovrappongono (glide 0,11°C).
Una miscela di refrigerante,
avente questa caratteristica chimica, incorre in cambi trascurabili di
composizione anche quando accade un cambio di fase (evaporazione o
condensazione). Conseguentemente, anche quando vi è una perdita di refrigerante
in fase gassosa da una qualsiasi parte delle tubazioni installate, la
composizione del refrigerante è soggetta a cambi trascurabili.
Perciò, l'R410A può essere
trattato quasi nel medesimo modo del refrigerante puro R22. Durante la carica
dell'R410A, tuttavia, occorre agire in modo che venga prelevato dalla bombola in
fase liquida, tenendo in considerazione il fenomeno per il quale, quando
contenuto in una bombola, la composizione cambia leggermente tra le fasi gas e
liquido.
Come mostrato nella tabella
seguente, poiché la pressione del vapore dell'R410A è circa 1,6 volte più
alta dell'R22 alla medesima temperatura, l'installazione e la manutenzione
devono essere eseguite con speciali attrezzi che sono idonei a resistere a tali
livelli di pressione.
|
Refrigerante |
R410A |
R22 |
|
-20 |
0,30 |
0,14 |
|
0 |
0,70 |
0,40 |
|
20 |
1,35 |
0,81 |
|
40 |
2,32 |
1,43 |
|
60 |
3,73 |
2,33 |
|
65 |
4,15 |
2,60 |
L'olio usato con questo gas
deve essere olio Poliestere (POE), in quanto l'olio minerale comunemente usato
con l'R22 non è compatibile con questo refrigerante.
Gli olio estere non amano
l'olio minerale; il problema principale è che gli oli estere perdono molto
rapidamente la loro miscibilità con gli HFC in presenza di un'altra famiglia di
oli (ad esempio minerali).
Questa perdita di miscibilità
è particolarmente rapida e quindi pericolosa quando l'olio estere è inquinato
da un olio minerale, in quanto preclude il ritorno corretto dell'olio al
compressore.
La quantità massima
ammissibile di olio minerale in un circuito con HFC in una macchina nuova deve
essere inferiore all'1%.
Il gruppo manometrico e i
flessibili utilizzati con i fluidi correnti (es.R22) dovranno essere differenti
da quelli usati sui circuiti contenenti HFC, in modo da evitare una miscela
accidentale (dalle conseguenza temibili) con l'olio minerale intrappolato in un
flessibile.
Il grado di miscibilità
dell'olio poliestere con l'R410A è all'incirca uguale a quello dell'olio
minerale con l'R22.
I POE sono 100 volte più
igroscopici degli oli minerali; si tratta di umidità difficile da eliminare
anche scaldando i componenti e nel contempo facendo il vuoto.
In caso di sostituzione di
componenti del circuito frigorifero bisogna prestare molta attenzione affinché
non entri umidità nel sistema.
L'olio poliestere a contatto
con l'acqua forma acido citrico fluoridrico estremamente aggressivo e
pericoloso. In caso ci sia il sospetto che dell'umidità sia entrata nel
circuito e se si viene a contatto con dell'olio inquinato, è necessario fare
particolare attenzione alla sicurezza di occhi, mani, ecc.... Accertare inoltre,
tramite un rivelatore di acidità dell'olio, che i parametri siano entro i
limiti consentiti, onde evitare fenomeni di corrosione all'interno del circuito.
Non bisogna lasciare
all'aria né il sistema, né tanto meno il compressore per più di 15 minuti: in
particolare; il compressore deve essere consegnato perfettamente deidratato. Il
metodo di assemblaggio migliore è quello di rimuovere i tappi dei componenti
appena prima della brasatura. Questa deve essere fatta utilizzando bacchette di
leghe forti ad alto contenuto di Argento (>25%), in quanto le pressioni del
circuito sono molto superiori rispetto ad una macchina funzionante con ad R22.
Le molecole che compongono
l'R410A sono molto più volatili (sono molto più piccole) di quelle dell'R22;
nella ricerca delle fughe è preferibile verificare l'eventuale perdita con il
cercafughe elettronico o con l'ausilio di schiume da spruzzare sulle parti
interessate, mettendo il circuito in pressione (rottura del vuoto).
E' da escludersi il metodo
della verifica del mantenimento del vuoto, in quanto l'esigua differenza di
pressione che si instaura tra ambiente e circuito non dà risultati
d'affidabilità della prova.
Una prova da escludersi è
la ricerca di perdite tramite cercafughe a fiamma, sia perché la prova non dà
nessun esito (il colore della fiamma vira in presenza di cloro e l'R410A è un
idrofluorocarburo), sia perché questo gas refrigerante, a contatto con fiamme
libere si decompone ed il fluoro e l'idrogeno della molecola formano gas
irritanti per gli occhi e la gola.
E' importante pertanto usare
le precauzioni necessarie affinché questo non avvenga anche durante eventuali
operazioni di saldatura (si deve insufflare azoto all'interno del circuito
durante l'operazione di saldatura).
L'R410A, offre degli
evidenti vantaggi rispetto all'R22:
per prima cosa, i componenti
della macchina sono più piccoli, (superficie evaporatore, diametro tubi,
grandezza compressore);
inoltre la capacità
frigorifera è del 50% superiore rispetto a quella dell'R22; ciò significa,
minor carica di refrigerante (circa il 20% in meno) e minor potenza assorbita a
parità di potenza frigorifera.
LINEE GUIDA PER OPERARE SU MACCHINE CON R410A
Dato che la pressione
dell'R410A è circa 1,6 volte più alta rispetto ad quella dell'R22, una
scorretta installazione o manutenzione può causare seri problemi. E' necessario
provvedere alla installazione/manutenzione in sicurezza, utilizzando attrezzi e
materiali specifici per l'R410A tenendo conto delle seguenti precauzioni:
non utilizzare mai un
refrigerante diverso dall'R410A in un climatizzatore progettato per funzionare
con R410A;
se si verifica una perdita
parziale di gas refrigerante durante o dopo l'installazione oppure durante la
manutenzione, assicurare una completa ventilazione del locale;
se il gas refrigerante si
disperde nell'ambiente venendo a contatto con il fuoco di riscaldatori ventilati
o stufette, ecc..., si può produrre gas tossico;
quando si installa o si
sposa un climatizzatore, assicurarsi che l'aria o l'umidità non restino nel
circuito frigorifero;
quando una unità di un
sistema di climatizzazione caricato con un grosso volume di qualsiasi
refrigerante (ad esempio un multisplit), viene installata in un piccolo locale,
è necessario fare attenzione che in caso di perdita di refrigerante, la sua
concentrazione non superi il limite di sicurezza;
assicurarsi di eseguire
l'installazione o la rimozione secondo il manuale di installazione.
INSTALLAZIONE DEI TUBI DI COLLEGAMENTO DEL REFRIGERANTE
Poiché un climatizzatore
che utilizza l'R410A ha una pressione più alta rispetto all'R22, è necessario
scegliere materiali adeguati. Gli spessori dei tubi di Rame ricotti utilizzati
con l'R410A sono illustrati nella tabella seguente. Non utilizzare mai tubi di
Rame con spessore inferiore a 0,8mm anche se disponibili sul mercato.
|
Diametro Nominale |
Diametro Esterno (mm) |
Spessore (mm) |
|
|
R410A |
R22 |
||
|
1/4" |
6,35 |
0,80 |
0,80 |
|
3/8" |
9,52 |
0,80 |
0,80 |
|
1/2" |
12,70 |
0,80 |
0,80 |
|
5/8" |
15,88 |
1,00 |
1,00 |
Per i tubi di Rame sono
utilizzati giunti a cartella o giunti per brasatura capillare. Prima dell'uso
assicurarsi di rimuovere tutti i contaminanti.
- Giunti a cartella
I giunti a cartella
utilizzati per unire tubi di Rame non possono essere utilizzati per i tubi il
cui diametro esterno superi i 20mm. In tale caso si utilizzino giunti per
brasatura capillare.
- Giunti per brasatura
capillare
I giunti per brasatura
capillare sono brasati per connessioni e sono utilizzati principalmente per tubi
spessi il cui diametro è superiore ai 20mm.
Gli spessori dei giunti per
brasatura capillare sono illustrati nella tabella seguente. Le forme
generalmente utilizzate per la brasatura capillare sono a gomito o di tipo T.
|
Diametro Nominale |
Diametro Esterno (mm) |
Spessore min. del Giunto (mm) |
|
1/4" |
6,35 |
0,50 |
|
3/8" |
9,52 |
0,60 |
|
1/2" |
12,70 |
0,70 |
|
5/8" |
15,88 |
0,80 |
Nei climatizzatori con R410A
è stato cambiato il diametro della presa di servizio a spillo della valvola a
tre vie dell'unità esterna, in modo da evitare che sia caricato accidentalmente
un altro tipo di refrigerante. Inoltre, per aumentare la resistenza alla
pressione, sono state cambiate le dimensioni della lavorazione a cartella e la
misura dei bocchettoni a cartella di lato opposto (per tubi di diametro nominale
1/2 e 5/8). Di seguito sono descritti gli strumenti esclusivi per l'uso con
l'R410A.
Dato che l'R410A si
caratterizza per l'alta pressione, gli attrezzi convenzionali non possono essere
utilizzati. Allo scopo di evitare che si carichi accidentalmente refrigerante di
altro tipo, entrambe le prese del gruppo manometro sono state quindi modificate
nella forma.
Le differenze tra il manometro di alta/bassa pressione convenzionale e quello
per l'R410A sono descritta nella tabella seguente:
|
|
Manometro Convenzionale |
Manometro R410A |
|
Manometro ad alta
pressione (rosso) |
-0,1 ÷ 3,5 MPa -1 ÷ 35 bar |
-0,1 ÷ 5,3 MPa -1 ÷ 53 bar |
|
Manometro a bassa
pressione (blu) |
-0,1 ÷ 1,7 MPa -1 ÷ 17 bar |
-0,1 ÷ 3,8 MPa -1 ÷ 38 bar |
Le differenze nelle
dimensioni delle prese tra il manometro di alta/bassa pressione convenzionale e
quello per l'R410A sono descritta nella tabella seguente:
|
|
Manometro
Convenzionale |
Manometro R410A |
|
Dimensione della presa |
7/16 UNF 20 filetti per
pollice 1/4" SAE |
1/2 UNF 20 filetti per
pollice 5/16" SAE |
|
UNF: Filettatura
unificata cilindrica a passo fine |
||
|
SAE: Filettatura SAE
conica corta stagna a secco per tubi (specifiche USA) |
||
L'R410A si caratterizza per
l'alta pressione, quindi anche la resistenza alla pressione del tubo di carica
deve essere maggiore. Anche il materiale dei flessibili è stato modificato
perché deve resistere agli HFC. Come nel caso dell'attacco del manometro, la
dimensione dell'attacco del tubo è diversa ed è riportata nella tabelle
seguente:
|
|
|
Tubo Convenzionale |
Tubo per R410A |
|
Resistenza alla Pressione |
Pressione Normale |
3,4 MPa (34bar) |
5,1 MPa (51bar) |
|
Pressione Rottura |
17,22 MPa (172bar) |
27,4 MPa (274bar) |
|
|
Materiale |
NBR gomma |
HNBR gomma rivestito intern.
con Nylon |
|
|
Dimensione
dell'attacco |
7/16 UNF 20 filetti per
pollice |
1/2 UNF 20 filetti per
pollice |
|
BILANCIA ELETTRONICA PER
CARICA REFRIGERANTE
L'R410A è un HFC con
caratteristiche di alta pressione e alta velocità di evaporazione. Se si cerca
di caricare l'R410A attraverso un cilindro dosatore di carica, non potendo
permanere in questo contenitore allo stato liquido, si formano bolle di
refrigerante gassoso, pertanto diventa difficile leggere i valori. Per questo
motivo quando si procede ad una carica è necessario utilizzare una bilancia
elettronica.
Sono disponibili vari tipi
di bilance elettroniche per la carica di refrigerante in funzione della carica
possibile. Il tubo di carica che collega le parti ha due attacchi: uno per l'R22
e l'altro per l'R410A, quindi la bilancia può essere utilizzata anche per
caricare refrigerante convenzionale. Il refrigerante viene caricato a mano
aprendo/chiudendo la valvola oppure in maniera automatica se la bilancia lo
consente.
ATTREZZO PER CARTELLE
(tipo a pinza)
L'attrezzo per effettuare le
cartelle per l'R410A, deve essere fornito di una larga barra di fissaggio che
riceve il tubo, in modo che la proiezione del tubo di Rame dalla barra di
fissaggio possa essere posta a (0÷0,5)mm nella lavorazione a cartella. Questo
attrezzo consente anche una maggior forza di fissaggio del tubo e quindi è
possibile aumentare la coppia per una più larga espansione del tubo.
Naturalmente questo attrezzo può anche essere usato per le cartelle per l'R22.
E' necessario usare un
adattatore per evitare che l'olio della pompa del vuoto scorra indietro verso il
tubo di carica. Il tubo di carica che collega la parte ha due attacchi: uno per
l'R22 e l'altro per l'R410A. Se l'olio minerale della pompa di aspirazione si
miscela con l'R410A, può verificarsi un residuo con danni al climatizzatore.
La bombola di refrigerante
esclusiva per l'R410A viene identificata con il nome del gas ed è verniciata di
rosa come designato da ARI, USA.
ATTACCO DI CARICA E
GUARNIZIONI DELLA BOMBOLA PER REFRIGERANTE
A seconda della misura
dell'attacco del tubo di carica, è necessario un attacco di carica con 1/2 UNF
20 filetti per pollice e guarnizione corrispondente.
Si utilizza un cercafughe ad
alta sensibilità esclusivo per i refrigeranti HFC. Nel caso dell'R410A, la
sensibilità di rilevazione deve essere di circa 23g per anno.
La procedura qui sotto è da
considerare a titolo puramente di esempio. Le operazioni di manutenzione o gli
interventi tecnici su un apparato di condizionamento dell'aria, devono essere
effettuate da personale tecnico qualificato e non da pseudo-installatori alle
prime armi. Seppure AriaBox desidera fornirvi delle informazioni tecniche,
assolutamente osteggia e sconsiglia ogni forma di "fai da te" o di
improvvisazione.
Queste le operazioni da
eseguire:
svitare i tappi presenti
sulle valvole di controllo (3)(4) e sulla presa di servizio (7);
collegare il tubo di carica
(1) dal gruppo manometro alla presa di servizio (7) dell'unità esterna;
collegare il tubo di carica
(2) dal gruppo manometro all'adattatore della pompa del vuoto; in questo
momento, tenere le valvole di controllo dell'unità esterna in posizione
completamente chiusa (3)(4);
porre la manopola Lo (5) in
posizione completamente aperta e portare su ON l'interruttore della pompa del
vuoto; durante questa fase eseguire il vuoto (circa 10-15 minuti); per la durata
del vuoto riferirsi al manuale di manutenzione del climatizzatore;
quando la lancetta del
manovuotometro (6) indica 0,1 MPa (-76 cm Hg), porre la manopola Lo (5) in
posizione completamente chiusa e spegnere la pompa del vuoto portando
l'interruttore in posizione OFF;
mantenere questo stato per
1-2 minuti e accertarsi che la lancetta del manovuotometro non ritorni;
aprire completamente le
valvole di controllo (3)(4);
staccare le tubazioni di
carica (1)(2);
avvitare a tenuta i tappi
sulla presa di servizio (7) e sulle valvole di controllo (3)(4);
accertarsi del perfetto
serraggio dei tappi e controllarne la periferia per verificare se vi sono state
perdite di refrigerante (3)(4)(7).
TUTTI GLI APPUNTI SONO STATI REPERITI SUL WEB E SONO DI PROPRIETA' DEI MARCHI SOTTO RIPORTATI
PER
GENTILE CONCESSIONE DI :